Il progetto di don Luigi Scarlino trasforma il ring in uno strumento di riscatto sociale. Cinquanta ragazzi pronti a combattere la rabbia per scegliere la legalità
Se pensiamo alla boxe come ancora di salvezza per i giovani di frontiera, la mente corre spesso ai quartieri difficili di Napoli. Eppure, a pochi passi dai grattacieli di Milano, esiste una realtà che sta riscrivendo il destino di molti ventenni. Si chiama “Un gancio da Dio” ed è l’innovativo progetto che unisce guantoni e spiritualità tra le mura dell’oratorio di Sant’Angelo a Rozzano.
In un solo anno, cinquanta ragazzi con alle spalle contesti familiari fragili o percorsi di giustizia riparativa hanno trovato nel ring non un luogo di violenza, ma una scuola di vita.
Don Luigi Scarlino: il prete che ha portato il ring in parrocchia
L’anima del progetto è don Luigi Scarlino, sacerdote di origini leccesi assegnato a Rozzano nel 2020. In un territorio complesso — unica area del Nord Italia inclusa nel 2025 nel Decreto Caivano Bis — il don ha capito che per parlare ai “suoi” ragazzi serviva un linguaggio nuovo, fisico e immediato.
“Mi sono stati affidati ventenni in attesa di processo: chi spacciava, chi rubava, chi fomentava risse. In oratorio svolgevano un percorso alternativo alla detenzione. Ho pensato alla boxe come sport anti-rabbia: non per fare male, ma per imparare a seguire le regole e rispettare l’avversario”, racconta don Luigi.
La nobile arte tra le pagine della Bibbia
La passione per il pugilato è per don Luigi un’eredità familiare, fatta di notti in bianco davanti alla TV con il padre. Ma il legame tra fede e ring ha radici ancora più antiche: lo stesso San Paolo Apostolo, nella prima Lettera ai Corinzi, paragona la vita cristiana a quella di un pugile che non batte l’aria a vuoto.
Il progetto “Un gancio da Dio” dimostra che la boxe può essere il miglior “gancio” per riportare i giovani sulla retta via, offrendo loro una comunità dove il riscatto è possibile e la disciplina diventa libertà.
I punti di forza del progetto
-
Utilità sociale: percorsi alternativi alla detenzione per giovani in difficoltà.
-
Disciplina: rispetto dell’avversario e delle regole come base per la vita quotidiana.
-
Territorio: un presidio di legalità nel cuore di Rozzano.
-
Numeri: 50 ragazzi sottratti alla strada in soli 12 mesi.
